Chi può ordinare l’oscuramento di un sito web?

La Consob oscura i siti web

Fonte: Dea Press

LUNEDÌ 09 DICEMBRE 2019

Lo scandalo delle “fake news” ha svelato la credulità “delle masse”, purtroppo dobbiamo ricordare che esse non sono nate con l’avvento di internet. Neppure l’arte della truffa è nata su internet, ma con internet le truffe hanno raggiunto dimensioni planetarie.  La riflessione che vorrei fare con voi oggi parte proprio dal mondo della truffa…

Sul sito ufficiale della Consob (Commissione nazionale per le società e la Borsa) si legge: “Consob ha ordinato l’oscuramento di 4 nuovi siti web che offrono abusivamente servizi finanziari. L’autorità si è avvalsa dei poteri derivanti dal “decreto crescita” (legge n. 58 del 28 giugno 2019, articolo 36, comma 2-terdecies), in base ai quali Consob può ordinare ai fornitori di servizi di connettività a internet di inibire l’accesso dall’Italia ai siti web tramite cui vengono offerti servizi finanziari senza la dovuta autorizzazione. (1)”

Nulla da….”eccepire” sul merito della questione. Tuttavia l’accaduto suscita un’interessante domanda: Chi può ordinare l’oscuramento di un sito web? Tutto ciò “merita” una discussione preliminare.

E’ giuridicamente ineccepibile che un sito web, i cui gestori siano stati dichiarati – ovviamente a seguito di un processo in tribunale – colpevoli di qualche crimine commesso attraverso il sito internet stesso ….venga “oscurato d’autorità”. In Italia purtroppo assistiamo alla moltiplicazione dei soggetti giuridici che possono oscurare un sito internet “di testa loro”….In precedenza, anche in casi come quello riportato dalla Consob, solo un giudice, in teoria, “poteva” (2). Tuttavia anche la polizia postale….nella pratica “faceva”, più o meno invocando il cosiddetto “sequestro preventivo”, in attesa della conferma da parte di un PM, e anche se questa poi non fosse arrivata, l’oscuramento “preventivo” serviva quantomeno a zittire il fastidio per un paio di giornate, che in molti campi diversi possono essere cruciali. E non era l’unica via: si è discusso varie volte se “de jure” anche l’ Agcom (Autorità per le garanzie nelle comunicazioni) potesse farlo (3). Non parliamo qui dei provider il cui diritto non è stato mai messo (seriamente) in dubbio, chiaramente in base al principio “ognuno è padrone a casa sua”.

Dovremmo invece considerare “internet” un pò come “cosa di tutti”, ed è preoccupante che ogni autorità dal suo proprio campicello arrivi “a volerci mettere le mani”. Marx ricorda che tra i fattori che contribuirono allo sviluppo del capitalismo ci fù proprio il progressivo appropriarsi da parte di soggetti privati delle cosiddete “Enclosures” (4). A livello giuridico, stà avvenendo proprio questo con le libertà (un tempo di tutti) sul web.

Fabrizio Cucchi, DEA Press

Commento di forzaforex.i

(1) …senza la dovuta autorizzazione, aggiungiamo noi, “italiana”.

Ci viene a questo punto spontanea una domanda. Non sarà che nell’oscurazione di siti di investimento, soprattutto opzioni binarie, ci siano interessi da parte dei poteri finanziari ? Naturalmente siamo sempre liberi di “buttare” i nostri soldi in Lotterie, Casino’, Bingo, Gratta e Vinci, ecc. Qui la tutela non interviene.

Aggiornamento Febbraio 2020:

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